Caratteristiche

Giovanni Donna D’Oldenico invece fa derivare il nome Erbaluce da una correzione dialettale di Albaluce, affermando che questo nome ha un’origine molto antica e quantomeno di età romana: Alba lux o Albalux, che sintetizza con precisione la sorprendente luminosità dei grappoli, caratteristica che ritroviamo in questa denominazione in tutte le sue tipologie.

Vino fermo di colore giallo paglierino, presenta luminosi riflessi verdolini e una limpidezza brillante quando è in giovane età.
Il suo profumo molto fine ricorda quello dei fiori di campo, rimandando all’acacia e al biancospino.
Il sapore è fresco e secco.
Le sensazioni che ritornano in bocca sono sostenute da un nerbo sapido, che sfuma nel finale su note lievemente ammandorlate.

La caratteristica nobile dell’Erbaluce sta nella spiccata capacità di evoluzione nel tempo.
Dopo tre o quattro anni di invecchiamento questo vino mostra tutta la sua complessità e struttura: emergono note minerali e terziarie estremamente interessanti.

I suoi profumi e la sua struttura delicata vengono valorizzati se accompagnati con piatti dal gusto altrettanto delicato, come frittate a base di verdure, risotto alle rane oppure la zuppa canavesana, a base di cavolo cappuccio e brodo di carne. È un vino di struttura che può reggere bene anche i fritti di carne e pesce.
È ottimo anche a fine pasto accompagnato a tomini freschi.

La sua struttura di personalità lo eleva tra i grandi bianchi piemontesi.

 

Zone di produzione del vino Erbaluce di Caluso DOCG
È prodotto nei comuni di Agliè, Azeglio, Bairo, Barone, Bollengo, Borgomasino, Burolo, Caluso, Candia Canavese, Caravino, Cossano Canavese, Cuceglio, Ivrea, Maglione, Mazzè, Mercenasco, Montalenghe, Orio Canavese, Palazzo Canavese, Parella, Perosa Canavese, Piverone, Romano Canavese, San Giorgio Canavese, San Martino Canavese, Scarmagno, Settimo Rottaro, Strambino, Vestignè, Vialfrè, Villareggia, Vische, Moncrivello, Roppolo, Viverone e Zimone.

Vitigni consentiti
È consentito esclusivamente l’uso di uve erbaluce al 100%.

Norme di produzione
– Terreni: prevalentemente collinosi
– La produzione massima di uva deve essere di 11 t / ha, con resa al 70%
– Il titolo alcolometrico volumico naturale minimo deve essere di 10% vol.
– È consentita la criomacerazione delle uve, ovvero sottoponendo i grappoli deraspati ad un particolare processo di refrigerazione al momento del conferimento delle uve in cantina – Tutte le operazioni di vinificazione, invecchiamento e imbottigliamento, devono essere effettuate nella zona DOCG